La Cipolla Rossa di Tropea IGP è una delle eccellenze più conosciute della Calabria nel mondo. Coltivata sulla costa tirrenica calabrese, tra le province di Vibo Valentia, Catanzaro e Cosenza, deve il suo carattere unico al suolo sabbioso, alla brezza marina e a una tradizione contadina tramandata da generazioni. Il colore violaceo brillante, il profumo dolce e la quasi totale assenza di retrogusto pungente la rendono diversa da qualsiasi altra cipolla coltivata in Italia.
Sulla nostra tavola la cipolla di Tropea è compagna fedele dei salumi e dei formaggi calabresi: la sua dolcezza bilancia il piccante della ‘Nduja, accompagna la soppressata, valorizza il pecorino e i formaggi del Monte Poro. Nel laboratorio Monteporo a Spilinga la usiamo da sempre nei sughi e nelle conserve, perché senza la sua dolcezza tante ricette calabresi non sarebbero le stesse.
In questa guida ti raccontiamo cos’è davvero la Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP, dove nasce, come si coltiva, quali sono le tre tipologie protette dal disciplinare, le sue proprietà nutrizionali, le ricette tradizionali e gli abbinamenti più riusciti con i salumi del Poro. Una guida pratica, scritta da chi quella cipolla la mette ogni giorno nei suoi piatti.
Cos’è la Cipolla Rossa di Tropea IGP
La Cipolla Rossa di Tropea IGP è la cipolla coltivata sulla fascia costiera della Calabria tirrenica. Ha ricevuto il riconoscimento europeo di Indicazione Geografica Protetta nel 2008, con il Regolamento CE 284/2008, che ha tutelato un prodotto coltivato qui da oltre duemila anni.
Il disciplinare delimita rigorosamente la zona di produzione: una stretta striscia di terra compresa tra il mare e l’entroterra collinare, dal comune di Nicotera (VV) a sud fino a Campora San Giovanni (CS) a nord. Sono quindici i comuni vibonesi, sei i catanzaresi e tre i cosentini coinvolti nella coltivazione tutelata. Una geografia precisa, fatta di terre sabbiose, sole abbondante e brezza marina che asciuga le foglie e protegge i bulbi.
Il nome “Tropea” non è casuale: la cittadina sulla scogliera tirrenica è il cuore simbolico di questa coltivazione. Da qui partono ogni anno tonnellate di cipolle verso le tavole italiane ed europee, ed è qui che la festa della cipolla rossa si celebra ogni estate richiamando appassionati e curiosi.
Le tre tipologie del disciplinare
Il disciplinare IGP riconosce tre diverse tipologie di Cipolla Rossa di Tropea Calabria, ognuna con caratteristiche e usi specifici.
La cipollotto è la prima a essere raccolta, da fine aprile a giugno. Ha bulbo bianco con sfumature rosa e foglie verdi ancora attaccate. Si consuma fresco, croccante, perfetto per le insalate estive e per le bruschette con olio e sale.
La cipolla da consumo fresco arriva da metà aprile a fine luglio. Ha forma più tonda e colore rosso porpora intenso. È quella che troviamo più comunemente sulle bancarelle dei mercati: dolce, succosa, ideale per le insalate, per la marmellata di cipolle e per i sottoli.
La cipolla da serbo è la cipolla più resistente, raccolta tra metà giugno e metà ottobre. Viene intrecciata in caratteristiche “trecce” e conservata fino a primavera. È quella che useremo in autunno e inverno per soffritti, sughi, frittate e conserve.
Storia e tradizione della cipolla di Tropea
Le origini della cipolla di Tropea si perdono nella notte dei tempi. Le prime tracce documentate risalgono ai Fenici, che secondo gli storici introdussero questa coltura nella zona attorno al 200 a.C. I Greci la diffusero, i Romani la apprezzarono come alimento popolare e ricostituente per i soldati. Nel Medioevo era già una delle colture principali della Calabria tirrenica.
Il legame con il territorio è sempre stato così stretto che, fino agli anni Sessanta del Novecento, la cipolla rossa veniva venduta porta a porta nei vicoli di Tropea, ancora intrecciata nelle reste di paglia e foglie secche. Le donne calabresi conoscevano a memoria i punti dove la cipolla cresceva più dolce, perché il sapore cambiava di campo in campo a seconda della distanza dal mare.
Nel 1996 la coltivazione era ormai a rischio: la concorrenza delle cipolle industriali del Nord Europa stava soffocando i piccoli produttori. Un consorzio di agricoltori calabresi avviò allora l’iter di tutela europea, che si concluse dodici anni dopo con il riconoscimento IGP. Oggi i produttori del Consorzio sono circa duecento, distribuiti nei ventiquattro comuni del disciplinare.
Perché solo qui cresce così dolce
La domanda è naturale: che cosa rende la Cipolla Rossa di Tropea così diversa dalle altre cipolle rosse italiane? La risposta sta in un equilibrio fragile di fattori che esistono solo qui.
Il primo elemento è il suolo: una terra sabbiosa, di origine alluvionale, leggera e ben drenata. La cipolla non ama l’acqua stagnante; nei terreni di Tropea le piogge scorrono via in fretta lasciando il bulbo asciutto e sano.
Il secondo fattore è il clima: la fascia costiera tirrenica gode di un microclima dolce, con inverni miti, estati ventilate dalla brezza di mare e un’escursione termica giornaliera che concentra zuccheri nei bulbi. È proprio questo accumulo di zuccheri a dare alla cipolla rossa la sua celebre dolcezza.
Il terzo elemento è l’esposizione al sole: la costa tirrenica calabrese registra oltre 2.500 ore di sole all’anno. Un’irradiazione che colora i bulbi di quel rosso porpora intenso che è la firma visiva della cipolla di Tropea.
Coltivazione e calendario di raccolta
Sebbene oggi parte della coltivazione sia meccanizzata, molti produttori della costa tirrenica continuano a lavorare la terra come si faceva ottanta anni fa. La semina della Cipolla Rossa di Tropea avviene in due momenti dell’anno, con cicli colturali differenti per ciascuna tipologia.
La semina autunnale, da agosto a novembre, è destinata alla produzione del cipollotto e della cipolla da consumo fresco. Il bulbo cresce durante l’inverno mite tirrenico, sfruttando le piogge naturali e una fertilizzazione moderata. La raccolta inizia ad aprile e prosegue fino a luglio.
La semina primaverile, tra febbraio e marzo, è invece dedicata alla cipolla da serbo. Il ciclo è più breve, da quattro a sei mesi, e la raccolta avviene tra giugno e ottobre. È la cipolla che dovrà conservarsi a lungo, e per questo viene asciugata al sole prima di essere intrecciata.
L’intreccio: un gesto antico
Una scena tipica della costa tirrenica calabrese è quella delle donne che, sedute davanti casa, intrecciano la cipolla di Tropea. È un gesto antichissimo: le foglie ormai secche dei bulbi vengono intrecciate insieme a paglia per formare le caratteristiche reste, lunghe fino a un metro, che si appendono in cantina o sotto i porticati.
L’intreccio non è solo decorativo. Permette alla cipolla di respirare, ai bulbi di asciugare ulteriormente e di conservarsi per mesi senza muffe né germogli. Una resta ben fatta dura fino a primavera, garantendo cipolle dolci anche nei mesi in cui le verdure fresche scarseggiano.
Proprietà nutrizionali e benefici
Oltre al sapore, la Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP è apprezzata per le sue qualità nutrizionali. Le ricerche condotte negli ultimi vent’anni dall’Università della Calabria hanno evidenziato un contenuto particolarmente alto di antociani, i pigmenti che le danno il colore rosso porpora e che sono potenti antiossidanti naturali.
Cento grammi di cipolla rossa di Tropea apportano circa 26 calorie, con un alto contenuto di acqua (oltre il 92%), fibre alimentari (1,7 g) e zuccheri semplici (5 g). È povera di grassi e proteine, ma ricca di vitamine del gruppo B, vitamina C, potassio, ferro e magnesio.
Tra i composti più studiati ci sono la quercetina, un flavonoide con azione antinfiammatoria, e i composti solforati che le danno il caratteristico aroma. La concentrazione di questi principi attivi nella varietà di Tropea è significativamente più alta che in altre cipolle, secondo gli studi pubblicati sul Journal of Agricultural and Food Chemistry.
Cipolla di Tropea cruda o cotta?
Una domanda che ci viene fatta spesso è se sia meglio consumare la cipolla rossa di Tropea cruda o cotta. La risposta dipende dall’effetto che vogliamo ottenere.
Cruda, mantiene intatti tutti i composti solforati e la vitamina C. È più digeribile rispetto alle cipolle bianche o dorate, proprio per il basso contenuto di sostanze pungenti. Cotta, perde una piccola parte di antiossidanti ma sviluppa zuccheri caramellizzati che la rendono morbida e dolcissima, perfetta per accompagnare carni stagionate, sughi e ripieni.
Il nostro consiglio è di alternare: cruda in insalata d’estate, cotta nei soffritti d’inverno, agrodolce come marmellata per accompagnare formaggi del Poro e capocollo calabrese.
Ricette tradizionali con la cipolla di Tropea
La cucina calabrese è inseparabile dalla cipolla rossa. La ritroviamo nei piatti più poveri come nelle preparazioni delle feste, dai contorni rustici alle conserve elaborate. Eccone alcune che amiamo particolarmente.
Insalata di cipolla rossa di Tropea
È il piatto più semplice e probabilmente quello che meglio ne esprime il carattere. Si affetta sottile, si lascia per dieci minuti in acqua fredda con qualche goccia di limone, si scola e si condisce con olio extravergine, sale e origano. Si aggiungono pomodori tagliati a tocchetti, qualche oliva nera di Calabria e, se si vuole, una fetta di pane casareccio tostato. Una bruschetta che racconta la Calabria estiva in tre ingredienti.
Marmellata di cipolla rossa
La marmellata di cipolla di Tropea è uno dei migliori abbinamenti per i salumi stagionati. Si prepara facendo appassire le cipolle affettate in poco olio e burro, aggiungendo poi zucchero di canna, aceto balsamico e un pizzico di sale. Cuoce lentamente per circa un’ora, fino a diventare densa e lucida. Conservata in vasetti sterilizzati dura mesi e accompagna magnificamente la soppressata calabrese, il pecorino del Poro e i formaggi a pasta dura.
Fileja con cipolla rossa e ‘Nduja
La fileja con ‘Nduja e cipolla di Tropea è uno dei nostri piatti del cuore. La pasta tipica vibonese, simile a un cavatello arrotolato, si sposa perfettamente con un sugo di pomodoro arricchito da ‘Nduja del Monte Poro e cipolla rossa appassita. Il piccante della ‘Nduja, la dolcezza della cipolla e la pasta porosa che trattiene il condimento creano un equilibrio che è la sintesi della cucina vibonese.
Frittata di cipolla rossa
Tipica della cucina povera contadina, la frittata di cipolla di Tropea è un piatto della domenica nelle case di Spilinga. Si affettano due grandi cipolle e si fanno appassire dolcemente in olio extravergine per venti minuti, fino a che diventano traslucide. Si aggiungono cinque uova sbattute con pecorino calabrese, sale e pepe, e si cuoce a fiamma bassa in padella di ferro, girando la frittata con l’aiuto di un piatto. Si serve tiepida con un’insalata e un calice di vino rosso calabrese.
Conserva di cipolle in agrodolce
Le cipolle borettane di Tropea in agrodolce sono una conserva che troviamo in molte cantine vibonesi. Si scottano per due minuti in acqua bollente, si scolano, si fanno saltare con aceto, zucchero, alloro e bacche di pepe, e si conservano sott’olio. Accompagnano taglieri di salumi calabresi e arrosti.
Abbinamenti con i salumi del Monte Poro
Nel laboratorio Monteporo, a Spilinga, la cipolla di Tropea entra in cucina ogni settimana. Non è un caso: i nostri salumi calabresi e la dolcezza della cipolla rossa si cercano da sempre. Ecco gli abbinamenti che proviamo nel nostro spaccio aziendale e che proponiamo a chi ci viene a trovare.
Cipolla rossa e ‘Nduja
L’abbinamento più calabrese di tutti. Il piccante della ‘Nduja spalmabile e la dolcezza della cipolla cruda si bilanciano in maniera quasi musicale: il primo accende, la seconda ammorbidisce. Provala su una fetta di pane casareccio: ‘Nduja del Monte Poro spalmata sottile, cipolla rossa affettata finissima, una goccia di olio extravergine. Il risultato è un boccone che racconta in una volta sola sapidità, dolcezza e piccante.
Cipolla rossa e capocollo
Il capocollo calabrese stagionato si sposa magnificamente con la cipolla di Tropea cruda o leggermente marinata in aceto. La grassezza del salume incontra la croccantezza della cipolla, mentre l’aroma di pepe del capocollo viene esaltato dalla dolcezza vegetale.
Cipolla rossa e soppressata
La soppressata calabrese, con il suo grano grosso di carne stagionata e quel piccante moderato che le dà profondità, trova nella marmellata di cipolla rossa un alleato perfetto. La caramellizzazione degli zuccheri della cipolla cotta avvolge il sapore deciso del salume, creando un boccone bilanciato.
Cipolla rossa e formaggi del Poro
Il pecorino del Poro stagionato, con la sua sapidità e quel profumo di erba di montagna, chiede compagnia: la cipolla rossa in agrodolce è la risposta giusta. La nota acidula taglia la grassezza del formaggio, gli zuccheri esaltano i sentori dolci della pasta lunga stagionatura. Componiamo così uno dei nostri taglieri preferiti: salumi calabresi e formaggi del Poro con marmellata di cipolla di Tropea, miele d’arancio e pane casareccio.
Tropea e la Costa degli Dei: il territorio della cipolla
Chi viene in Calabria a cercare la vera cipolla di Tropea deve sapere che il territorio della IGP coincide con uno dei tratti di costa più belli del Mediterraneo: la Costa degli Dei. Una striscia di mare cristallino, scogliere di arenaria e paesini bianchi che si snoda da Pizzo Calabro a Nicotera, attraversando Tropea, Parghelia, Ricadi e Capo Vaticano.
L’altopiano del Monte Poro, dove ha sede il nostro laboratorio a Spilinga, sovrasta questa fascia costiera. Da quassù si vede il mare verso ovest e l’Aspromonte verso sud-est: è la stessa terra che produce ‘Nduja, salumi calabresi, formaggi caseari, vini autoctoni e, naturalmente, cipolla rossa. Una concentrazione di eccellenze gastronomiche che non ha eguali nel resto della regione.
La Sagra della cipolla di Tropea
Ogni estate Tropea celebra la sua cipolla con una sagra che ormai è diventata un appuntamento internazionale. Per più giorni gli stand espongono cipolle intrecciate, marmellate, sottoli, ma anche piatti tradizionali a base di cipolla rossa. È l’occasione per incontrare i produttori del Consorzio, capire come riconoscere la cipolla autentica e provare ricette di cui forse non immagini l’esistenza, dal gelato alla cipolla al cocktail al bergamotto.
Cosa visitare nella zona
Chi si trova in vacanza sulla Costa degli Dei trova nella cipolla di Tropea il pretesto perfetto per un itinerario enogastronomico calabrese. Da Tropea con la sua spiaggia e l’Isola Bella, a Capo Vaticano con i suoi tramonti, a Spilinga sul Monte Poro dove si produce la ‘Nduja. In una giornata si può degustare la cipolla, salire all’altopiano per visitare un caseificio, fermarsi in spaccio per portare a casa salumi e formaggi del Poro.
Come scegliere la vera Cipolla Rossa di Tropea IGP
Sulle bancarelle si trovano molte “cipolle rosse” che richiamano il nome di Tropea, ma non sempre sono quella autentica. Per essere sicuri di portare a casa la Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP bisogna conoscere alcuni segnali precisi.
Il marchio IGP e il sigillo del Consorzio
Il primo elemento da cercare è il marchio IGP dell’Unione Europea, quel cerchio giallo e blu che identifica i prodotti a Indicazione Geografica Protetta. Sui sacchetti delle cipolle di Tropea autentiche deve sempre essere presente, accompagnato dal logo del Consorzio di Tutela e dal nome “Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP”.
I produttori associati al Consorzio sono certificati ogni anno da un organismo terzo che verifica il rispetto del disciplinare. Acquistare cipolle prive di marchio significa rinunciare a questa garanzia.
Forma, colore e profumo
La cipolla autentica ha forma globosa o lievemente schiacciata, mai allungata. Il colore esterno è rosso porpora intenso, con tuniche sottili ma resistenti. Tagliandola a metà si vedono anelli concentrici di colore rosa-violaceo, mai bianco puro. Il profumo è dolce, lievemente fruttato, mai pungente come quello delle cipolle dorate.
Diffidare dei prezzi troppo bassi
La Cipolla Rossa di Tropea IGP ha un prezzo medio al chilo che riflette la lavorazione artigianale, la resa contenuta per ettaro e la certificazione. Cipolle “rosse” vendute a meno di tre euro al chilo difficilmente sono autentiche IGP: nella maggior parte dei casi si tratta di cipolle rosse generiche coltivate altrove e rietichettate.
Conservare la cipolla rossa: consigli pratici
La cipolla rossa di Tropea, soprattutto nella tipologia da serbo, è una delle verdure più longeve della cucina italiana. Conservata bene può durare fino a sei mesi mantenendo intatti sapore e proprietà.
Cipolla intera
La cipolla intera va conservata in un luogo fresco, asciutto e ventilato. Lontano dalla luce diretta del sole e da fonti di umidità. La temperatura ideale è tra i 5 e i 15 gradi. Una cantina, un ripostiglio o un balcone coperto sono perfetti. Non vanno mai messe in frigorifero: il freddo umido del frigo trasforma gli zuccheri in amido e accelera il deterioramento.
Le tradizionali reste intrecciate sono il sistema di conservazione migliore: i bulbi appesi respirano, l’aria circola fra le foglie secche e l’eventuale ammuffimento di un singolo bulbo non si propaga agli altri. Da appendere in un angolo asciutto della cantina o sotto un porticato.
Cipolla tagliata
Una volta tagliata, la cipolla rossa va consumata entro due o tre giorni. Si conserva in frigorifero, in un contenitore di vetro ben chiuso, lontano da alimenti che potrebbero assorbirne l’aroma. Sconsigliato avvolgerla nella pellicola alimentare: trattiene l’umidità e accelera la formazione di muffe.
Si può congelare?
Si può, ma con qualche accorgimento. Si affetta o si trita finemente, si stende su una placca foderata di carta forno e si congela a strato sottile. Una volta congelata si trasferisce in sacchetti per surgelati e si conserva fino a tre mesi. Andrà usata da congelata, direttamente in pentola per soffritti e sughi: la consistenza dopo lo scongelamento non è più adatta al consumo crudo.
Cipolla rossa di Tropea: dove comprarla
La cipolla rossa di Tropea IGP autentica si trova nei mercati locali calabresi tutto l’anno, durante la stagione di raccolta direttamente dai produttori del Consorzio, e attraverso lo shop online di tante piccole aziende agricole vibonesi. Per chi vive lontano dalla Calabria, l’acquisto online dai produttori certificati è la via più semplice.
Se passi dalle nostre parti, sull’altopiano del Monte Poro o lungo la Costa degli Dei, ti consigliamo di fare un giro nei mercati di Tropea, Briatico, Zambrone e Ricadi. Qui troverai i contadini del Consorzio che vendono direttamente le loro reste intrecciate. Approfittane anche per assaggiare i salumi calabresi: in tante macellerie della zona si trovano salumi artigianali Monteporo da accompagnare alla cipolla appena comprata.
Le confezioni più diffuse
Le confezioni in cui si trova la cipolla rossa di Tropea IGP sono di diversi formati. Le reste intrecciate da 1 a 3 chili sono il formato più tradizionale e regaliero. I sacchetti retinati da 500 grammi a 2 chili sono i più diffusi nei supermercati. I cestini da 500 grammi del cipollotto fresco si trovano nei mesi primaverili. Per le conserve sott’olio e in agrodolce si usano invece i vasetti di vetro.
Tradizione contadina e futuro della cipolla di Tropea
La storia della Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP è la storia di una comunità contadina che ha saputo difendere la propria identità senza chiudersi alla modernità. Il Consorzio di Tutela lavora ogni anno su ricerca varietale, riduzione dell’uso di fitofarmaci, sostenibilità ambientale e tracciabilità di filiera.
Anche per noi di Monteporo, che produciamo salumi e formaggi artigianali a Spilinga con energia 100% rinnovabile, la cipolla rossa di Tropea è un compagno di viaggio. Condividiamo la stessa filosofia: difendere le materie prime locali, lavorare nel rispetto della tradizione, raccontare la Calabria attraverso i suoi sapori. Il nostro laboratorio dista pochi chilometri dai campi del disciplinare; spesso le cipolle che usiamo nei nostri sughi arrivano direttamente da Ricadi o da Zambrone.
Se ti incuriosisce questo legame fra terra e tavola, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida ai piatti tipici calabresi e la pagina dedicata al territorio e gastronomia del Poro: ti aiuteranno a inquadrare la cipolla di Tropea nel contesto della cucina e del paesaggio calabrese.
Domande frequenti sulla Cipolla Rossa di Tropea IGP
Qual è la differenza fra cipolla rossa di Tropea e cipolla rossa generica?
La differenza principale sta nella zona di produzione e nel disciplinare. La Cipolla Rossa di Tropea IGP è coltivata solo nei ventiquattro comuni calabresi tutelati dal disciplinare europeo, su suoli sabbiosi e con un microclima specifico. Le cipolle rosse generiche, anche se di varietà simile, coltivate altrove non hanno la stessa dolcezza, lo stesso colore intenso e gli stessi composti antiossidanti. Solo le cipolle del territorio tutelato possono fregiarsi del marchio IGP.
Perché la cipolla di Tropea è dolce?
La dolcezza della cipolla rossa di Tropea dipende da una combinazione di fattori: il suolo sabbioso e ben drenato della costa tirrenica, l’escursione termica giornaliera che concentra gli zuccheri nei bulbi, la brezza marina, il microclima mite e l’alta esposizione solare. Tutto questo fa sì che la concentrazione di zuccheri semplici nei bulbi sia significativamente più alta che nelle altre cipolle rosse, mentre i composti pungenti restano più bassi. Da qui il sapore quasi fruttato che la rende anche cruda perfettamente digeribile.
Si può mangiare cruda?
Sì, ed è uno dei suoi punti di forza. A differenza delle cipolle dorate o bianche, che da crude possono risultare aggressive, la cipolla rossa di Tropea si mangia tranquillamente cruda nelle insalate, nelle bruschette, sui taglieri di salumi. Per ottenere il massimo del sapore senza retrogusti, conviene affettarla sottile e lasciarla qualche minuto in acqua fredda con qualche goccia di limone o aceto: questo ammorbidisce ulteriormente i composti solforati senza intaccarne la dolcezza.
Quanto dura la cipolla di Tropea da serbo?
La cipolla di Tropea da serbo, raccolta tra giugno e ottobre e ben asciugata, può conservarsi da quattro a sei mesi se tenuta in un luogo fresco, asciutto e ventilato, lontano dalla luce diretta. Le reste intrecciate appese alla parete sono il sistema più efficace. La cipollotto e la cipolla da consumo fresco invece vanno consumate entro due-tre settimane dall’acquisto, perché contengono più acqua e meno tuniche protettive.
Quali sono i benefici della cipolla rossa di Tropea?
La cipolla rossa di Tropea è ricca di antociani, flavonoidi (in particolare quercetina), vitamine del gruppo B, vitamina C e minerali come potassio, ferro e magnesio. Studi condotti dall’Università della Calabria le riconoscono proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e di sostegno alla circolazione. Va però precisato che si tratta di un alimento, non di un farmaco: i benefici si manifestano nell’ambito di un’alimentazione varia ed equilibrata, non come “cura” per specifiche patologie.
Con quali salumi si abbina meglio?
La cipolla rossa di Tropea si abbina splendidamente con tutti i salumi calabresi. Cruda esalta la ‘Nduja del Monte Poro, il capocollo e la spianata. In versione marmellata o agrodolce è perfetta con la soppressata, il pecorino del Poro e i formaggi stagionati. Su un tagliere di salumi calabresi non dovrebbe mai mancare un piccolo vasetto di marmellata di cipolla rossa: è quel tocco dolce che lega tutti i sapori.
La cipolla di Tropea nel nostro laboratorio
Per chiudere, una nota personale. Nel laboratorio Monteporo a Spilinga la cipolla rossa di Tropea entra quasi ogni giorno nelle nostre lavorazioni. Nei sughi pronti, nelle conserve, nei piatti che prepariamo per le degustazioni in azienda, è parte del nostro modo di raccontare la Calabria. Non è solo una verdura: è un ingrediente identitario, esattamente come la ‘Nduja del Monte Poro, i salumi calabresi della tradizione e i formaggi dell’altopiano.
Se vuoi assaggiare insieme questi sapori, dai un’occhiata al nostro shop online e in particolare alle nostre box assaggio: ti arriveranno a casa salumi e formaggi del Poro pronti per essere accompagnati a una bella cipolla rossa di Tropea IGP appena affettata.
Vuoi approfondire altre eccellenze calabresi? Leggi anche la nostra guida ai salumi calabresi e quella ai piatti tipici calabresi. Per chi visita la Calabria, consigliamo infine la lettura della pagina della Regione Calabria dedicata alle produzioni tipiche e della scheda Slow Food sulla biodiversità calabrese.




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