Cosa Vedere a Zungri: le Grotte degli Sbariati e il Borgo Rupestre

Pubblicato il Luglio 21, 2026

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Da massimiliano85

Arroccato sull’altopiano del Monte Poro, a pochi chilometri da Spilinga e dalle spiagge della Costa degli Dei, Zungri è uno di quei borghi calabresi che sorprendono chi si aspetta soltanto mare. Qui, in una gola scavata dal torrente Malopera, si nasconde uno dei siti rupestri più affascinanti del Sud Italia: un intero villaggio scavato nella roccia, abitato per secoli e oggi tornato a nuova vita come museo a cielo aperto.

A Zungri si visitano soprattutto l’insediamento rupestre delle Grotte degli Sbariati, un villaggio di abitazioni scavate nell’arenaria, il borgo antico con le sue case in pietra e il Museo della Civiltà Rupestre e Contadina, il tutto immerso nel paesaggio del Monte Poro a un passo da Tropea e Capo Vaticano. È una tappa perfetta per chi vuole unire la vacanza al mare con la scoperta della Calabria interna, quella dei borghi, delle tradizioni e dei sapori.

In questa guida ti raccontiamo cosa vedere a Zungri, come arrivare, quando andare e cosa gustare in zona. Perché lo stesso altopiano che custodisce queste grotte è la terra dove nascono la ‘nduja di Spilinga e i formaggi del Poro: a Zungri storia e gastronomia camminano insieme, ed è anche il territorio che noi di Monteporo chiamiamo casa.

Dove si trova Zungri

Zungri è un piccolo comune della provincia di Vibo Valentia, in Calabria, situato a circa 550 metri di altitudine sull’altopiano del Monte Poro. Si trova nell’entroterra della Costa degli Dei, a breve distanza da alcune delle località balneari più famose della regione: Tropea è a una ventina di minuti d’auto, Capo Vaticano poco più in là, e Spilinga, il paese della ‘nduja, è praticamente accanto.

Questa posizione lo rende un punto d’osservazione privilegiato: dall’altopiano lo sguardo corre fino al mare e, nelle giornate limpide, si scorgono le Isole Eolie e lo Stromboli all’orizzonte. È il tipo di Calabria che si scopre solo allontanandosi un poco dalla costa, salendo verso i paesi che hanno conservato il ritmo lento di un tempo.

L’insediamento rupestre di Zungri: le Grotte degli Sbariati

Il vero tesoro di Zungri è l’insediamento rupestre noto come Grotte degli Sbariati. Si tratta di un villaggio di oltre un centinaio di grotte scavate a mano nella roccia arenaria, distribuite su una superficie di alcune migliaia di metri quadrati lungo il costone che domina la valle del torrente Malopera. Le abitazioni, disposte su più livelli e collegate da stretti passaggi, formano un vero e proprio agglomerato urbano scavato nella pietra.

La storia delle grotte

L’origine dell’insediamento è ancora oggetto di studio. Secondo gli storici le grotte furono abitate a partire dal Medioevo, probabilmente tra il XII e il XIV secolo, forse da comunità di monaci basiliani giunti dall’Oriente e poi da contadini e pastori del luogo. Gli abitanti scavarono le loro case direttamente nella roccia tenera, ricavando ambienti per vivere, nicchie, mangiatoie e sistemi per la raccolta dell’acqua piovana. Il villaggio rimase abitato, almeno in parte, fino a tempi relativamente recenti.

Cosa si vede oggi

Percorrendo il sentiero che attraversa il sito si incontrano le abitazioni con le loro aperture regolari, i canali scavati per l’acqua, gli spazi comuni e i terrazzamenti. La cura con cui questi ambienti furono realizzati sorprende: nonostante la semplicità dei mezzi, il villaggio rivela una comunità organizzata, capace di adattarsi in modo ingegnoso al territorio. Passeggiare tra le grotte, con il silenzio della gola e la vegetazione mediterranea tutt’intorno, regala un’emozione che poche altre visite in Calabria sanno dare.

Il Museo della Civiltà Rupestre e Contadina

La visita alle grotte si completa con il Museo della Civiltà Rupestre e Contadina, allestito nel centro del paese. Il museo raccoglie oggetti della vita quotidiana, attrezzi da lavoro, ceramiche e testimonianze che raccontano come vivevano gli abitanti dell’insediamento e le comunità contadine del Monte Poro. È il punto di partenza ideale per capire il contesto storico prima di scendere al sito rupestre, e conserva la memoria di un mondo fatto di agricoltura, pastorizia e autosufficienza.

Biglietto e visita guidata

L’ingresso al sito rupestre e al museo prevede un biglietto di pochi euro, spesso comprensivo di entrambe le tappe. Nei mesi estivi sono disponibili visite guidate che aiutano a leggere il significato dei diversi ambienti. Conviene informarsi in anticipo sugli orari di apertura, che variano tra alta e bassa stagione, e indossare scarpe comode perché il percorso tra le grotte comporta qualche saliscendi su terreno naturale.

Cosa vedere nel borgo di Zungri

Oltre al sito rupestre, il centro storico di Zungri merita una passeggiata. Le vie strette, le case in pietra e gli scorci sull’altopiano restituiscono l’atmosfera autentica di un paese calabrese dell’entroterra. Non mancano le chiese, con la chiesa madre dedicata a San Nicola di Bari, e i punti panoramici da cui ammirare il paesaggio agricolo del Poro, con i suoi campi, i pascoli e gli ulivi.

È il tipo di borgo dove si cammina senza fretta, ci si ferma a scambiare due parole e si respira una Calabria genuina, lontana dal turismo di massa. Un contrappunto perfetto alle spiagge affollate della costa, a pochi minuti di distanza.

Zungri e i dintorni: cosa vedere in zona

Uno dei vantaggi di Zungri è la sua posizione strategica sul Monte Poro, che permette di raggiungere in poco tempo mete molto diverse tra loro. Ecco cosa vedere nei dintorni.

Tropea e la Costa degli Dei

A una ventina di minuti si trova Tropea, la perla del Tirreno, con il suo centro storico affacciato sulla scogliera e il celebre Santuario di Santa Maria dell’Isola. Da qui si sviluppa la Costa degli Dei, un tratto di litorale tra i più belli d’Italia, fatto di spiagge bianche e mare cristallino.

Capo Vaticano

Poco più a sud, Capo Vaticano offre calette spettacolari e uno dei panorami più fotografati della Calabria, con vista sulle Eolie. Le sue spiagge, incastonate tra promontori di granito, sono la meta ideale per una giornata di mare dopo la visita alle grotte.

Spilinga, il paese della ‘nduja

A pochi minuti da Zungri c’è Spilinga, il paese che ha reso celebre la ‘nduja in tutto il mondo. Qui, ogni estate, si tiene la storica sagra dedicata al famoso insaccato piccante. È la tappa gastronomica per eccellenza dell’altopiano, dove assaggiare il prodotto simbolo del Monte Poro direttamente nel luogo che lo ha visto nascere.

Vibo Valentia e Nicotera

Verso l’interno, il capoluogo Vibo Valentia conserva un castello normanno-svevo e un importante museo archeologico. Sul versante sud dell’altopiano, Nicotera affaccia sul golfo con il suo borgo e il castello, meritando una sosta per il panorama e la storia.

La gastronomia del Monte Poro attorno a Zungri

Visitare Zungri significa immergersi anche nei sapori dell’altopiano. Il Monte Poro è una delle terre gastronomiche più ricche della Calabria, e i suoi prodotti raccontano lo stesso legame con il territorio che si respira tra le grotte.

Il pascolo d’altura dà origine al pecorino del Poro, formaggio dal profumo intenso, mentre la tradizione norcina ha reso famosa la ‘nduja di Spilinga, l’insaccato spalmabile e piccante che è il simbolo di questa terra. A tavola non mancano i salumi calabresi, il pane cotto a legna, l’olio extravergine e le conserve dell’orto. Dopo una passeggiata tra le grotte, un tagliere di prodotti locali è il modo migliore per completare la giornata.

Come arrivare a Zungri

Zungri si raggiunge comodamente in auto. Dall’autostrada A2 del Mediterraneo si esce a Rosarno o a Pizzo e si prosegue sulle strade che salgono verso l’altopiano del Monte Poro. L’aeroporto più vicino è quello di Lamezia Terme, a circa un’ora di distanza, ben collegato con le principali città italiane. La stazione ferroviaria di riferimento è quella di Tropea o di Vibo Valentia-Pizzo, da cui proseguire in auto o con i mezzi locali.

Quando visitare Zungri

Il periodo migliore per visitare Zungri va dalla primavera all’autunno. In estate la visita alle grotte si abbina perfettamente alle giornate di mare sulla Costa degli Dei, mentre nei mesi più freschi il sito rupestre e il borgo si godono con calma e con temperature ideali per le passeggiate. In agosto, inoltre, la vicina Spilinga celebra la sagra della ‘nduja, occasione da non perdere per chi ama la buona tavola.

Consigli pratici per la visita

Per goderti al meglio Zungri, tieni presente qualche accorgimento. Indossa scarpe da trekking leggere o comode: il percorso tra le grotte si sviluppa su un sentiero naturale con pendenze e fondo irregolare. Porta con te acqua, soprattutto in estate, e un cappello, perché alcune zone del sito sono esposte al sole. Verifica in anticipo gli orari di apertura del sito e del museo, che cambiano con la stagione, e valuta la visita guidata per apprezzare i dettagli storici.

La visita completa, tra museo e insediamento rupestre, richiede circa due ore. Abbinandola a una sosta nel borgo e a un pranzo con i prodotti del territorio, Zungri diventa una gita di mezza giornata perfetta, ideale come alternativa culturale a una vacanza balneare sulla Costa degli Dei.

Perché visitare Zungri

Zungri è la dimostrazione che la Calabria non è solo mare. È un luogo dove la storia si è scolpita letteralmente nella roccia, dove il paesaggio del Monte Poro racconta secoli di vita contadina e dove la gastronomia continua a parlare la lingua della tradizione. Visitare le Grotte degli Sbariati significa entrare in contatto con un passato lontano e insieme scoprire un territorio vivo, fatto di sapori autentici e paesaggi che uniscono la montagna al mare.

Per chi come noi di Monteporo vive e lavora su questo altopiano, Zungri è un pezzo di identità: la stessa terra che custodisce le grotte è quella dove nascono la ‘nduja e i formaggi che portiamo in tavola ogni giorno, con carni controllate e una lavorazione alimentata al 100% da energia rinnovabile.

Le curiosità e le leggende di Zungri

Come ogni luogo antico, anche Zungri custodisce racconti e curiosità tramandati di generazione in generazione. Il nome stesso dell’insediamento, “Sbariati”, richiama nella tradizione popolare l’idea di gente dispersa, di comunità che qui trovarono rifugio lontano dai pericoli della costa e dalle incursioni dei pirati che per secoli minacciarono il litorale tirrenico. Salire sull’altopiano e scavare la casa nella roccia era anche un modo per proteggersi e vivere nascosti.

Un villaggio ingegnoso

Ciò che colpisce gli studiosi è la razionalità del villaggio rupestre: le grotte sono orientate in modo da sfruttare la luce, i canali raccolgono e convogliano l’acqua piovana, gli spazi sono organizzati per la vita comune e per il lavoro. Una comunità che, con strumenti poveri, seppe costruire un habitat sorprendentemente funzionale, capace di mantenere temperature miti d’estate e d’inverno grazie alle proprietà isolanti della roccia.

Un patrimonio da tutelare

Negli ultimi anni Zungri ha conosciuto una riscoperta grazie al lavoro di valorizzazione del sito e del museo, che hanno riportato l’attenzione su un patrimonio a lungo dimenticato. Oggi l’insediamento è meta di visitatori, studiosi e appassionati di storia, e rappresenta un tassello importante di quel turismo lento e culturale che sta facendo riscoprire la Calabria interna, complementare al turismo balneare della costa.

Zungri tra i borghi rupestri d’Italia

L’insediamento di Zungri viene spesso accostato ad altri celebri siti rupestri italiani, primo fra tutti i Sassi di Matera. Pur con dimensioni e storia diverse, questi luoghi condividono la stessa logica: abitare la roccia, adattarsi al territorio, costruire comunità in armonia con la natura. Per questo Zungri è considerato un piccolo gioiello, ancora poco conosciuto al grande pubblico ma di enorme valore storico e paesaggistico.

Domande frequenti su Zungri

Cosa sono le Grotte degli Sbariati di Zungri?

Sono un insediamento rupestre medievale composto da oltre cento grotte scavate a mano nella roccia arenaria, lungo il costone che domina la valle del torrente Malopera. Furono abitate a partire dal Medioevo, probabilmente da comunità monastiche e poi da contadini e pastori, e formano un vero villaggio scavato nella pietra, oggi visitabile come sito museale.

Quanto tempo serve per visitare Zungri?

Per la visita completa, che comprende il Museo della Civiltà Rupestre e Contadina e l’insediamento rupestre, servono circa due ore. Aggiungendo una passeggiata nel borgo antico e una sosta gastronomica, Zungri diventa una piacevole gita di mezza giornata, facilmente abbinabile a una giornata di mare sulla Costa degli Dei.

Zungri è vicino a Tropea?

Sì. Zungri si trova sull’altopiano del Monte Poro, a circa venti minuti d’auto da Tropea e poco più da Capo Vaticano. La posizione lo rende una meta ideale per chi trascorre le vacanze sulla Costa degli Dei e desidera dedicare mezza giornata alla scoperta dell’entroterra e dei suoi siti storici.

Quando è il periodo migliore per visitare Zungri?

Il periodo ideale va dalla primavera all’autunno. In estate la visita si abbina alle giornate di mare, mentre in primavera e in autunno il clima fresco rende più piacevoli le passeggiate tra le grotte e nel borgo. Ad agosto, la vicina Spilinga ospita la storica sagra della ‘nduja, un’occasione in più per unire cultura e gastronomia.

Cosa si mangia nella zona di Zungri?

La zona di Zungri fa parte del Monte Poro, terra di grandi prodotti tipici: la ‘nduja di Spilinga, il pecorino del Poro, i salumi calabresi, l’olio extravergine e le conserve dell’orto. Dopo la visita alle grotte, un tagliere di prodotti locali o un piatto della cucina calabrese è il modo migliore per completare l’esperienza del territorio.

Per informazioni turistiche aggiornate su itinerari e siti culturali della zona puoi consultare i portali della Regione Calabria. Se invece vuoi portare a casa i sapori del Monte Poro, scopri la nostra ‘nduja artigianale e i prodotti dello shop Monteporo.


Scritto da massimiliano85

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